Statuto

STATUTO
PARTE PRIMA
DISPOSIZIONI GENERALI

 
ART. 1
 
E’ costituita l’Associazione di Volontari ZAREPTA , con sede in Ascoli Piceno, Lungotronto Emidio Bartolomei, n.4.
Essa è retta dal presente Statuto e dalle vigenti norme in materia.
Essa potrà aprire sedi secondarie purché entro il territorio nazionale.
ART. 2
 
L’Associazione ha carattere volontario e solidaristico; non ha scopi di lucro neanche indiretti ed è ispirata a principi democratici.
ART. 3
 
La durata dell’Associazione è illimitata.
ART. 4
 
Lo scopo principale dell’Associazione “ZAREPTA” è:

  • L’assistenza agli anziani ed ai malati, anche mediante istituzione di case di accoglienza;
  • L’assistenza umanitaria, morale e tecnica alle categorie svantaggiate, extracomunitari, nomadi, senza fissa dimora anche mediante istituzione di case di accoglienza o di prima accoglienza ed il loro inserimento o reinserimento nella società;
  • L’assistenza alle “ragazze – madri” ed il loro inserimento nella società;
  • La diffusione, la valorizzazione e l’incremento del volontariato quale strumento di promozione umana e civile.

Per il conseguimento di detti scopi l’Associazione si avvale delle prestazioni personali, spontanee e gratuite degli aderenti.
 
PARTE SECONDA
GLI ADERENTI
 
ART. 5
 
Possono aderire all’associazione tutte le persone (cittadini italiani e stranieri residenti in Italia) che condividono le finalità dell’Organizzazione e sono mossi da spirito di solidarietà.
ART. 6
 
Si potrà aderire all’Associazione presentando apposita domanda e dietro presentazione di almeno un aderente.
Il Consiglio Direttivo, con voto favorevole della maggioranza assoluta, deciderà sulla richiesta di ammissione.
DIRITTI E DOVERI DEGLI ADERENTI
 

  1. Possono eleggere gli organi dell’Associazione ed essere eletti come Componenti di essi;
  2. Hanno diritto di essere informati sull’attività dell’Associazione e di controllarne lo svolgimento;
  3. Hanno diritto di essere rimborsati delle spese effettivamente sostenute per l’attività prestata a norma di legge;
  4. Dovranno tenere un comportamento corretto sia nelle relazioni interne con gli altri aderenti che con i terzi; dovranno accettare e rispettare le disposizioni del presente Statuto;
  5. I nuovi aderenti dovranno versare la quota associativa, annualmente determinata dal Consiglio Direttivo, entro e non oltre trenta giorni dalla comunicazione della avvenuta ammissione all’Associazione.
  6. Parteciperanno con diritto di voto all’Assemblea ordinaria e a quelle straordinarie ed esprimeranno il loro voto sulle questioni all’ordine del giorno.

MOTIVI DI ESCLUSIONE
 
L’Aderente può essere escluso dall’Associazione per i seguenti motivi:

  1. Per recesso da comunicarsi per iscritto al Consiglio Direttivo almeno trenta giorni prima dello scadere dell’anno solare ed avrà effetto dal primo giorno dell’anno successivo;
  2. Per decadenza e cioè per la perdita dei requisiti in base ai quali è avvenuta l’ammissione;
  3. Per delibera di esclusione dell’Assemblea per accertati motivi di incompatibilità per avere contravvenuto alle norme ed obblighi del presente Statuto o per altri motivi che comportino indegnità.

Contro la delibera di esclusione è ammesso ricorso da parte dell’escluso, entro sessanta giorni dalla notifica della comunicazione, al Collegio dei Probiviri che deciderà ex bono et aequo con decisione inappellabile entro tre mesi dal ricorso;

  1. Per il ritardato pagamento del contributo annuale per oltre un anno.
  2.  

PARTE TERZA
ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE
 
ART. 7
 
Organi dell’Associazione sono: L’ASEMBLEA – IL PRESIDENTE – IL CONSIGLIO DIRETTIVO – I REVISORI DEI CONTI – IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI.
Tutte le cariche assunte nell’Associazione saranno espletate a titolo assolutamente gratuito.
ART. 8
 
L’Associazione nell’Assemblea ha il suo organo sovrano.
Essa rappresenta l’universalità degli aderenti.
E’ ordinaria e straordinaria. Hanno diritto di partecipare all’Assemblea sia ordinaria che straordinaria tutti gli aderenti in regola con i versamenti della quota annuale.
L’Assemblea viene convocata, in via ordinaria, almeno una volta l’anno, entro il 30 aprile, per l’approvazione del bilancio dell’esercizio precedente.
L’Assemblea può, inoltre, essere convocata, tanto in sede ordinaria che in sede straordinaria:

  • Per decisione del Consiglio Direttivo;
  • Su richiesta, indirizzata per iscritto al Presidente, di un decimo degli aderenti;
  • Dal Collegio dei Revisori nei casi previsti dall’art. 13.

ART. 9
 
Le assemblee ordinarie sono convocate, con preavviso di almeno quindici giorni, mediante affissione dell’avviso di convocazione presso i locali della sede sociale; le assemblee straordinarie sono convocate, con preavviso di almeno quindici giorni, mediante affissione dell’avviso di convocazione presso i locali della sede sociale ovvero a mezzo lettera raccomandata anche a mano agli aderenti a cura del Consiglio Direttivo.
In casi di urgenza il termine di preavviso può essere ridotto a cinque giorni purché la convocazione venga recapitata in modo certo.
ART. 10
 
L’Assemblea, in sede ordinaria, è regolarmente convocata in prima convocazione con la presenza di almeno la metà più uno degli aderenti.
In seconda convocazione essa è validamente costituita qualunque sia il numero dei presenti.
L’Assemblea, in sede straordinaria, è validamente costituita sia in prima che in seconda convocazione con la presenza della metà più uno degli aderenti.
Ciascun associato ha diritto ad un solo voto.
E’ ammesso l’intervento per delega da conferirsi per iscritto esclusivamente ad altro aderente; è vietato il cumulo delle deleghe in numero superiore a tre.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o, in caso di sua assenza, da persona designata dall’Assemblea.
Le sedute e le deliberazioni dell’Assemblea sia ordinaria che straordinaria sono fatte constare da processo verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. Tutte le delibere dell’Assemblea dovranno essere affisse all’albo per cinque giorni.
Le deliberazioni prese in conformità allo Statuto obbligano tutti gli aderenti anche se assenti, dissidenti o astenuti dal voto.
Per tutte le controversie inerenti la conformità al presente Statuto delle delibere dell’Assemblea ordinaria decide il Collegio dei Probiviri con decisione motivata ed inappellabile, sulla base di ricorso da presentare entro quindici giorni dall’affissione della delibera all’albo.
Le deliberazioni dell’Assemblea sia ordinaria che straordinaria sono valide se approvate con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti presenti al momento della votazione.
All’Assemblea spettano i seguenti compiti:

  • In sede ordinaria –

 

  1. Discutere e deliberare sui bilanci consuntivi e preventivi e sulle relazioni del Consiglio Direttivo;
  2. Eleggere i membri del Consiglio Direttivo, del Collegio dei Revisori e del Collegio dei Probiviri;
  3. Deliberare sulle direttive d’ordine generale dell’Associazione e sulle attività da essa svolte e da svolgere;
  4. Deliberare su ogni altro argomento di carattere “ordinario” sottoposto alla sua approvazione;
  • In sede straordinaria –

 

  1. Deliberare sullo scioglimento della Associazione ;
  2. Deliberare sul trasferimento della sede dell’Associazione;
  3. Deliberare sulle proposte di modifica dello Statuto;
  4. Deliberare su ogni altro argomento di carattere straordinario sottoposto alla sua approvazione.

ART. 11
 
Il Consiglio Direttivo ha il compito di:

  1. Deliberare sulle questioni riguardanti l’attività della Associazione per l’attuazione delle sue finalità e secondo le direttive dell’Assemblea assumendo tutte le iniziative del caso;
  2. Predisporre i bilanci consuntivi e preventivi conseguenti relazioni da sottoporre all’Assemblea;
  3. Deliberare su ogni atto di carattere patrimoniale e finanziario che non ecceda l’ordinaria amministrazione;
  4. Dare parere su ogni altro oggetto, sottoposto al suo esame, dal Presidente;
  5. Deliberare l’accettazione delle domande per l’ammissione di nuovi aderenti;
  6. Convocare immediatamente l’Assemblea nel caso in cui venisse a mancare, per dimissioni o altra causa, uno o più membri del Collegio dei Revisori o del Collegio dei Probiviri;
  7. Fissare le quote di ammissione ed i contributi associativi nonché la penale per i ritardati versamenti.

Il Consiglio Direttivo, nell’esercizio delle sue funzioni potrà avvalersi della collaborazione di commissioni costituite all’uopo, che affronteranno e gestiranno specifiche tematiche di interesse dell’Associazione; esse avranno il compito di elaborare e proporre azioni concrete sulle materie di competenza secondo le indicazioni generali fornite dal Consiglio Direttivo e nel rispetto del presente Statuto.
Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza assoluta in base al numero dei presenti.
In caso di parità prevale il voto del Presidente.
Per la validità del voto è necessaria la presenza da rilevarsi al momento della votazione, di almeno la metà più uno dei consiglieri in carica. Il Consiglio Direttivo è formato da cinque a undici membri eletti dall’Assemblea Ordinaria.
Il Consiglio stesso, una volta eletto, designa il Presidente nella persona di uno degli appartenenti al Consiglio stesso.
Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni e, comunque, fino all’Assemblea ordinaria che procede al rinnovo delle cariche dell’Associazione.
I Consiglieri non possono essere nominati per più di tre mandati consecutivi.
Negli intervalli tra le assemblee ed in caso di dimissioni, decesso, decadenza o altro impedimento di uno o più membri, purché meno della metà, il Consiglio Direttivo ha facoltà di procedere – per cooptazione – all’integrazione del Consiglio stesso fino al limite statutario.
La nomina dei membri cooptati dovrà essere ratificata dalla Assemblea e in caso di mancata conferma, la stessa nomina i membri mancanti.
I Consiglieri così eletti decadono dalla carica contemporaneamente ai membri eletti all’inizio del triennio.
In caso di dimissioni, decesso, decadenza o altro impedimento di più membri del Consiglio, tali da rappresentare più della metà dello stesso, il Presidente o, in mancanza, uno dei Consiglieri o, in mancanza, il Presidente del Collegio dei Revisori, deve, immediatamente convocare l’Assemblea per la nomina del nuovo Consiglio Direttivo.
L’incarico di componente del Consiglio Direttivo si intende assunto ed espletato a titolo assolutamente gratuito.
Il Consiglio Direttivo si riunisce, sempre in unica convocazione, possibilmente una volta al bimestre e comunque ogniqualvolta il Presidente lo ritenga necessario o quando lo richiedano almeno tre componenti.
Alle riunioni partecipa, se nominato, il Segretario Generale.
Le riunioni del Consiglio Direttivo devono essere convocate a mezzo lettera raccomandata da inoltrarsi anche a mano almeno otto giorni prima. E’ fatta salva la possibilità per il Consiglio di riunirsi senza necessità di formale convocazione purché sia assicurata la presenza di tutti i consiglieri.
Le riunioni del Consiglio sono valide con la presenza di almeno la maggioranza dei suoi componenti e sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, da un Consigliere designato dai presenti.
In caso di particolare urgenza il Consiglio Direttivo può essere convocato per telegramma inviato almeno due giorni prima.
La seduta e le deliberazioni del Consiglio sono fatte constare da processo verbale sottoscritto dal Presidente, dal Segretario e da tutti i Consiglieri intervenuti.
ART. 12
 
Il Presidente dell’Associazione (che è anche il Presidente del Consiglio Direttivo) dirige l’Associazione e la rappresenta a tutti gli effetti di fronte ai terzi ed in giudizio.
Al Presidente spetta la firma degli atti che impegnano l’Associazione sia nei riguardi degli aderenti che nei confronti dei terzi.
Il Presidente sovraintende, in particolare, all’attuazione delle deliberazioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo.
Il Presidente può delegare ad uno o più consiglieri parte dei suoi compiti in via transitoria o permanente.
Il Presidente è eletto dal Consiglio Direttivo nella persona di uno dei suoi membri e dura in carica un triennio, comunque fino a che l’Assemblea non procede al rinnovo delle cariche.
In caso di dimissioni o di impedimento grave, secondo il giudizio del Consiglio Direttivo, il Consiglio stesso provvede ad eleggere un Presidente sino alla scadenza delle cariche.
ART. 13
 
La gestione della Associazione è controllata da un Collegio di Revisori, costituito da tre componenti eletti dalla Assemblea per un triennio; la stessa Assemblea provvede a nominare tra i tre membri un Presidente.
I Revisori sono eleggibili per non più di due mandati consecutivi e potranno essere scelti in tutto o in parte fra persone estranee alla Associazione avuto riguardo alla loro competenza.
I Revisori dovranno accertare la regolare tenuta della contabilità, redigere una relazione sui bilanci annuali, accertare la consistenza di cassa e la esistenza dei valori e dei titoli di proprietà della Associazione e potranno procedere, in qualsiasi momento anche individualmente, ad atti di ispezione e controllo.
Spetta, inoltre, ai Revisori la convocazione dell’Assemblea in caso di inerzia o impedimento del Consiglio Direttivo.
L’incarico di Revisore dei conti si intende assunto ed espletato a titolo assolutamente gratuito.
ART. 14
 
Il Consiglio Direttivo può nominare un Segretario Generale della Associazione scegliendo fra i suoi componenti o anche tra persone non componenti il Consiglio ma, comunque, aderente alla Associazione.
Il Segretario dirige gli uffici e cura il disbrigo degli affari ordinari, provvede alla firma della corrispondenza corrente e svolge ogni altro compito a lui demandato dal Consiglio Direttivo dal quale riceve tutte le direttiva sullo svolgimento dei suoi compiti.
Il Segretario Generale avrà cura, in particolare, di mantenere contatti di carattere continuativo con gli uffici pubblici e privati, gli enti e le organizzazioni che interessano l’attività dell’Associazione.
ART. 15
 
Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri eletti dall’Assemblea tra gli aderenti di elevate e riconosciute doti morali e, di provata capacità ed esperienza. Essi durano in carica un triennio e sono rieleggibili. Ad essi non spetta alcun compenso per l’opera svolta.
Esso è presieduto da un Presidente eletto dalla Assemblea.
Per il funzionamento del Collegio dei Probiviri valgono, in quanto applicabili, le norme statutarie previste per il Consiglio Direttivo.
Il Collegio dei Probiviri delibera su tutte le controversie tra gli Aderenti e l’Associazione o tra i suoi organi ad esso sottoposte, con esclusione di ogni altra giurisdizione.
Essi giudicheranno ex bono et aequo e la loro decisione sarà inappellabile.
ART. 16
 
Sono incompatibili fra loro le cariche di Consigliere, Revisore e proboviro.
ART. 17
 
Il patrimonio dell’Associazione è costituito:

  • Dai contributi annui degli associati;
  • Dai versamenti volontari degli aderenti;
  • Dai contributi di pubbliche amministrazioni, enti locali, istituti di credito, enti pubblici e privati e società in genere;
  • Da sovvenzioni, donazioni o lasciti di aderenti o di terzi;
  • Dai beni acquistati con i contributi ottenuti.

Contributi ordinari devono essere pagati in unica soluzioni entro e non oltre il 31 gennaio di ogni anno.
Essi sono dovuti per tutto l’anno solare in corso qualunque sia il momento della avvenuta adesione.
L’Aderente dimissionario o che cessa di far parte dell’Associazione è tenuto al pagamento del contributo per tutto l’anno solare in corso.
Gli Aderenti non hanno alcun diritto sul Patrimonio della Associazione.
ART. 18
 
Il Patrimonio della Associazione deve essere destinato esclusivamente per gli scopi di cui all’art.4 del presente Statuto.
ART. 19
 
In caso di scioglimento dell’Associazione, l’Assemblea designa uno o più liquidatori determinandone i poteri. Il netto risultante dalla liquidazione sarà devoluto ad associazioni di volontariato operanti nel territorio provinciale aventi oggetto analogo.
ART. 20
 
Particolari norme di esecuzione e di funzionamento del presente Statuto potranno essere disposte con regolamento interno da elaborarsi a cura del Consiglio Direttivo.
ART. 21
 
Per tutto quanto non previsto dal presente Statuto si fa rinvio alle norme di legge in materia ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico italiano.